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2006-2009 "La città senza nome" (come ass.Contatto)
ovverosia “I muli non volano mai molto in alto, specialmente quelli selvatici”
Regia: Paolo Bruschi e Marco Galati Drammaturgia di: Paolo Bruschi, Silvia Bauducco, Marco Galati e Mauro Pagliano Allestimento scenico realizzato dalla Compagnia Teatrale “CONTATTO”
Con Chiara Amatuzzo, Jessica Arcangeli, Anna Barbaro, Stefano Cerva, Sabrina De Donno, Fabio De Fazio, Chiara Falbo, Rodolfo Galati, Chiara Gasparri, Mauro Pagliano e Nico Spatari
Scenotecnica: Marco Actis Giorgetto, Anna Blasco, Paolo Botto, Marco Deambrogio, Gerardo Di Maio, Fabrizio Gasparella, Beppe Laurella, Piero Mangalaviti, Stefania Obialero, Anna Ramezzana, Giusy Uglione e Pino Viesti
Scelte musicali a cura di Paolo Bruschi e Marco Galati
Un ringraziamento particolare a Luca Garrone (www.castellosansebastiano.it) Gerardo Di Maio (www.gestapromotion.it) e Anna Blasco (www.foravia.com)
Ad Aurora e Willy
C’è un tempo per fare silenzio e un tempo per raccontare le storie. Per questo motivo Dio ha creato gli uomini: perché gli piace un sacco starsene seduto nell’alto dei cieli ad ascoltare le storie che gli uomini raccontano.
Ma non si sa mai da dove iniziare : se dalle cose grandi o da quelle piccole. Nella vita di un uomo passano canti di bambini e di uomini ubriachi, le persone giocano con il proprio destino, alle volte vincono, altre volte perdono. E’ tutto dentro di noi: la vita e la morte. E’ già tutto scritto nelle pagine di un libro antico, in una lingua dimenticata.
Se quel paese avesse avuto un nome,allora qualcuno lo avrebbe ricordato e adesso potrebbe raccontarci la sua storia.
“ C’era una volta una terra, fatta di… terra, acqua e fuoco, e poi donne e bambini e cani e gatti e muli selvatici, il circo e gli zingari… e poi c’era il treno e il telegrafo, il mercato e la guerra, banane e soldati, fucili e cannoni, e giorni e notti, attimi, istanti, anni e anni… ”
Esordio al Teatro Erba di Torino e rappresentazioni in Piemonte e Umbria.
2003-2005 "Il tempo delle parole sottovoce" (come ass.Contatto)
Regia: Marco Galati Adattamento drammaturgico di Marco Galati Allestimento scenico realizzato dalla Compagnia Teatrale “CONTATTO” Con Jessica Arcangeli, Paolo Bruschi, Stefano Cerva, Sabrina De Donno, Fabio De Fazio, Fabio Calvelli , Chiara Gasparri, Federico Ghinassi, Barbara Idali, Valentina Matarese, Mauro Pagliano, Nico Spatari, Daniela. Scenotecnica: Marco Actis Giorgetto, Anna Blasco, Paolo Botto, Marco Deambrogio, Gerardo Di Maio, Fabrizio Gasparella, Beppe Laurella, Piero Mangalaviti, Stefania Obialero, Anna Ramezzana, Giusy Uglione e Pino Viesti
Atto unico dall’omonima novella di Anne-Lise Grobety.
Breve ma intensa novella, che vuole raccontare la storia di una grande amicizia, tra due figli e i loro padri, amici da sempre, “come le dita di una mano”: padri ideali, gente semplice che lavorava sodo e che amava terminare la giornata pregustando un buon bicchiere di vino e conversando in versi, scambiandosi le strofe di grandi poeti nell’aria buia e tiepida del frutteto.
Un’ amicizia che viene messa a dura prova e che resisterà alle atrocità del nazismo. “Nessun pericolo minacciava la nostra vita di bambini finchè non venne il tempo delle parole sottovoce.”. L’amicizia tra i due bambini e i loro padri continuerà, di nascosto, per proteggere un futuro minacciato dalla follia nazista. Fino all’ultimo saluto: “Tu che ami così tanto la nostra lingua, non dimenticare mai che la parola disperare ne contiene per intero un’altra: sperare! Il tuo amico per sempre, Anton.”.
Esordio al teatro Garybaldi di Settimo Torinese e chiusura al teatro Erba di Torino, rappresentazioni su territorio piemontese.
Altre produzioni di Marco Galati con ass. Contatto..
-come autore e regista :
“Koa Ptah Knum” (1985) (Teatro per Ragazzi)
“Il semaforo della felicità” (1988) (Teatro per Ragazzi)
“Oggi tocca a te” (1990 - 2002)
“Eterni frammenti” (1991)
-come regista:
“Finale di partita” (1995) di Samuel Beckett
“Il mio nome è Hor” (1996) tratto dal libro “Lo specchio nello specchio” di Michael Ende
“La locanda Almayer” (1999 – 2001) tratto dal romanzo “Oceano Mare” di Alessandro Baricco
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